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All posts by adminpilolli - 11. page

Videonistagmografia

2016-05-01 16.03.37Nel soggetto sano, l’organo dell’equilibrio (sistema vestibolare) gioca anche un ruolo fondamentale nell’assistere il cervello nel controllo del movimento degli occhi in modo da non perdere la fissazione di un oggetto nonostante bruschi movimenti del capo.
In situazioni patologiche il sistema vestibolare può causare dei movimenti oculari anomali detti nistagmo.

L’accurata valutazione di questi movimenti sia spontanei che provocati è fondamentale per inquadrare le vertigini e l’instabilità. Essendo i movimenti oculari controllati sia dal cervello che dal sistema vestibolare è importante cercare di escludere per quanto possibile l’attività centrale: si cerca quindi di mettere il paziente in condizione di non vedere l’ambiente circostante. Per ottenere questa condizione si possono utilizzare gli occhiali di Frenzel dotati di lenti fortemente miopizzanti che fanno perdere al paziente ogni riferimento visivo.

L’evoluzione tecnologica è rappresentata dalla videonistagmografia: una maschera dotata di telecamera con illuminatore ad infrarossi. Una volta indossata il paziente sarà nel completo buio mentre l’esaminatore potrà studiare ed eventualmente registrare i movimenti degli occhi valutandoli in un monitor.

Registrazione con videonistagmografia del nistagmo rotatorio fisiologico in soggetto sano Continue reading

Gli acufeni e l’arricchimento sonoro

Gli acufeni (o tinnito) sono dei suoni percepiti dai pazienti ma non presenti nell’ambiente. La loro natura può essere correlata a patologie organiche (otosclerosi, trauma acustico, neurinoma dell’VII nervo acustico, ipoacusia improvvisa, ipoacusia da agenti ototossici, patologie neurologiche …) o, nella maggior parte dei casi, da causa non identificabile.
Gli acufeni coinvolgono un gran numero di soggetti (fino al 15-18% della popolazione), possono essere costanti o intermittenti, monolaterali o bilaterali.
L’acufene può essere di tono acuto o grave, di intensità lieve o molto alta. Può essere molto fastidioso, soprattutto negli ambienti silenziosi, situazione in cui viene percepito maggiormente.
Chi soffre di acufeni sa quanto questo disturbo possa rappresentare un vero e proprio handicap, rendendo difficoltoso il sonno, aumentando lo stato d’ansia e di stress.
Durante la valutazione ORL è essenziale valutare se l’acufene possa avere una causa organica o meno, una volta accertato che l’acufene sia idiopatico (non abbia una causa nota) il paziente deve capire che l’acufene è un fastidio (anche importante) ma non rappresenta e non deve rappresentare un problema di salute. Continue reading

Il tappo di cerume

lavaggiotappodicerumeL’orecchio esterno fisiologicamente produce delle secrezioni ceruminose che lo proteggono da infezioni e microtraumatismi. Il cerume viene spontaneamente spontaneamente trasportato dalla pelle verso l’esterno dove verrà successivamente rimosso con la normale igiene. Il cerume mischiandosi alla pelle disepitelizzata può accumularsi causando i tanto temuti tappi di cerume. Alcune persone sono molto soggette alla formazione dei tappi di cerume, sono noti alcuni fattori di rischio: l’ipersecrezione di cerume, l’impiego di cotton fioc (che schiacciano il cerume verso il timpano), l’uso routinario di auricolari, patologie che causano un’aumentata disepitelizzazione della cute (cheratiti, psoriasi), condotto uditivo stretto o ristretto da osteomi ed esostosi. Inoltre con l’età il cerume tende ad essere più duro e quindi si è più soggetti alla formazione di tappi con l’avanzare degli anni. Il cerume delle orecchie ha una particolare caratteristica: è igroscopico, ossia si gonfia nel momento in cui viene bagnato con acqua. E’ frequente che i pazienti riferiscano di sentire molto meno, improvvisamente, dopo aver fatto la doccia. I tappi di cerume possono dare svariati sintomi: ipoacusia trasmissiva, autofonia (sentire rimbombare la propria voce), acufeni, dolore (otalgia) se compaiono sovra infezioni. Una semplice otoscopia permette di diagnosticare il tappo. Esistono differenti tecniche per rimuovere il tappo di cerume. La più semplice e la meno fastidiosa per il paziente è quella di ricorrere ai lavaggi auricolari: un getto d’acqua (a temperatura corporea) spruzzato nel condotto uditivo esterno si insinua tra la pelle ed il cerume asportandolo dal condotto. Nel caso in cui si sospetti un’infezione (sia già presente dolore) o via sia una nota perforazione della membana timpanica o altre patologie dell’orecchi,o il lavaggio è però sconsigliato. Si potrà estrarre il cerume con uncini, anse, spatole, pinze di Hartmann o con aspiratore sotto attento controllo visivo.

Otoscopia

L’otoscopio è uno strumento dotato di un innesto per i coni auricolari monouso, di una luce e di una lente di ingrandimento.
Permette di osservare il condotto uditivo esterno e la membrana timpanica in maniera molto agevole. E’ sufficiente effettuale una leggera trazione verso l’esterno e posteriormente sul padiglione auricolare e posizionare lo strumento.
E’ possibile escludere la presenza di tappi di cerume, di restringimenti del condotto uditivo esterno (esostosi ed osteomi), escludere otiti esterne, valutare l’integrità della membrana timpanica, escludere miringiti, otiti medie acute ed effusive.
L’esame si può effettuare facilmente anche nei bambini.

Membrana timpanica destra sana
Membrana timpanica destra sana
Membrana timpanica sinistra sana, si noti in trasparenza la staffa (nel quadrante postero-superiore)
Membrana timpanica sinistra sana, si noti in trasparenza la staffa (nel quadrante postero-superiore)
Membrana timpanica sinistra sana
Membrana timpanica sinistra in guarigione dopo episodio di otite media effusiva

Fibroscopia nella valutazione della disfagia

La disfagia, ossia la difficoltà nel deglutire gli alimenti, può avere numerose cause e può essere causata da un ostacolo o a livello faringo-laringeo o a livello esofageo.
L’Otorinolaringoiatra gioca un ruolo importante nella valutazione dei pazienti disfagici, sia nell’identificazione della causa che nell’impostazione delle norme alimentari per ridurre al minimo i rischi correlati alla disfagia. Infatti i pazienti disfagici hanno un elevato rischio di inalazione degli alimenti: se la deglutizione non è efficace i cibi possono accidentalmente penetrare nelle vie aeree. L’inazione può causare infezioni polmonari anche gravi.
La fibroscopia standard permette di valutare l’anatomia e la corretta capacità della laringe di impedire ai cibi di penetrare nella trachea.
Inoltre è possibile osservale la faringe e la laringe in tempo reale mentre il paziente ingerisce degli alimenti liquidi e semi-solidi colorati. Si può così avere una chiara idea del grado di disfagia ed introdurre degli accorgimenti per ridurre al minimo il rischio di polmonite.

Fibroscopia nella valutazione della roncopatia

Tutti i pazienti affetti da roncopatia e da sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) dovrebbero effettuale una valutazione ORL con fibroscopia.
Nei pazienti affetti da roncopatia verrà inizialmente effettuata una fibroscopia standard in modo da escludere problematiche anatomiche che possano influenzare o causare la patologia (deviazione del setto nasale, ipertrofia della base linguale, ptosi palatale)
Successivamente è importante effettuare la manovra di Muller: si richiede al paziente di effettuare un’inspirazione forzata tenendo la bocca chiusa e le narici tappate. La pressione negativa che si viene a creare nella faringe simula il collasso della faringe che si verifica nel sonno con la riduzione del tono muscolare.
Questa procedura permette di simulare, in modo non invasivo, il collasso delle vie aeree che avviene durante il sonno.
Identificato il problema anatomico che può influenzare la roncopatia si potrà impostare con il paziente un corretto piano terapeutico

Norme alimentari ed abitudini di vita per ridurre il reflusso gastroesofageo e la laringopatia da reflusso

Di seguito potete trovare delle importanti norme per ridurre il reflusso gastroesofageo e ed i sintomi correlati alla laringopatia da reflusso. Rispettando queste norme potrete ridurre il disagio legato alla malattia ed anche ridurre o interrompere le terapie farmacologiche. Continue reading

Fibroscopia

La fibroscopia è un esame non invasivo, rapido, generalmente ben tollerato dal paziente che permette di esplorare le fosse nasali, la faringe e la laringe.

Si può eseguire ambulatorialmente sia ad adulti che a bambini ed ha una durata di pochi minuti.

E’ preferibile ma non obbligatorio effettuare l’esame lontano dai pasti; l’esame è generalmente ben tollerato, non è doloroso e causa solo un leggero fastidio solo raramente può essere necessario applicare dell’anestetico mediante spray.

Il fibroscopio è dotato di un sottile fascio di fibre ottiche, in grado di ruotare in base ai comandi dell’operatore che viene introdotto attraverso una narice e permette di osservare il vestibolo nasale, le fosse nasali, i meati, in setto nasale, il cavo rinofaringeo, lo sbocco delle tube uditive, la presenza di tessuto adenoideo, l’orofaringe, l’ipertrofia della base lingua, la laringe, la motilità delle corde vocali, l’ipofaringe.
Il fibroscopio è uno strumento fondamentale per l’Otorinolaringoiatra che permette di escludere neoformazioni nasali, faringee e laringee. Permette di valutare la presenza di polipi nasali, di secrezioni purulente, segno di sinusite. Nei bambini è l’esame di scelta per valutare l’ipertrofia adenoidea. E’ possibile inoltre visualizzare le corde vocali per studiare l’origine di problemi della voce (disfonia), ricercando tumori, noduli, polipi, granulomi, edema di Reinke, deficit di motilità delle corde vocali. La fibroscopia ha anche un importante ruolo nella valutazione della roncopatia e della disfagia
E’ consigliabile effettuare una fibroscopia se si hanno problemi di difficoltà nella respirazione nasale, sinusiti croniche,  epistassi recidivanti, otiti medie effusive persistenti, roncopatia-apnee nel sonno, disfonia che perdura da oltre 15 giorni, tosse persistente senza problematiche polmonari, comparsa di linfoadenopatie del collo.

Fibroscopia flessibile transnasale con valutazione della trachea (possibile solo in alcuni soggetti molto collaboranti)

Settoturbinoplastica

tcmassicciodeviazionesettale
TC del massiccio facciale senza mezzo di contrasto che mostra deviazione sinistro-convessa del setto nasale

Oggi parliamo di settoturbinoplastica, l’intervento che serve per correggere le deviazioni del setto nasale (settoplastica) e per decongestionare i turbinati nasali (turbinoplastica)

Innanzitutto vediamo qualche piccolo accenno di anatomia: il setto nasale divide le due fosse nasali regolando ed ottimizzando i flussi d’aria che passano all’interno delle fosse nasali, è costituito da una cartilagine (la cartilagine quadrangolare del setto nasale) e da due ossa (il vomere e la lamina perpendicolare dell’etmoide). Questo scheletro osteo-cartilagineo è ricoperto da una pellicola fibrosa (pericondrio e periostio) a sua volta ricoperta da mucosa.

Il setto nasale oltre ad un ruolo funzionale (ottimizzare i flussi d’aria nasali) ha anche un ruolo strutturale sorreggendo la punta del naso. La rimozione in toto del setto nasale ha quindi degli effetti disastrosi sia per la respirazione che diventa estremamente difficoltosa per la formazione di abbondanti croste che dal punto di vista estetico, per la caduta verso il basso della punta del naso.

Per correggere deviazioni del setto nasale è opportuno asportare le porzioni di cartilagine e di ossa che rappresentano la deviazione, preservando la mucosa e la porzione più anteriore del setto nasale che “sorregge” la punta del naso. Continue reading